UniRadio-Cesena, Lenti Progressive dedica una puntata agli Avenged Sevenfold

La puntata di oggi di Lenti Progressive gestita dall’UniRadio-Cesena ha attirato moltissimi ascoltatori della nostra pagina, trattando del nuovo e grandemente discusso Hail to the King. Per quanti di voi non hanno potuto ascoltarla, e per quelli invece che come me eran sintonizzati e curiosi, ecco un breve recap. Sentitevi liberi di commentare e dire la vostra.

Si comincia come in tutte le rubriche radio: un saluto agli ascoltatori, rivolto anche all’Avenged Sevenfold Italia, (per cui ricambiamo e ringraziamo) e poi si parte, i ragazzi sottolineano la loro abitudine a trasmettere musica “alternativa” che le radio “non hanno più il coraggio di trasmettere”, ci raccontano dei BMTH ( di cui a noi altri non frega una cippa xD ) ci “deliziano” con l’ascolto di qualche loro nuova canzone e qualcos’altro che il mio cervellino sevenfold-settato non ricorda minimamente. 

L’intermezzo Rock News credo sia una parantesi interessante per tutti quelli che si crogiolano in questo mondo: si passa dagli Alter Bridge, Foo Fighters, Darkness, Five finger death punch ( che abbiamo un pò adottato e ci piace sapere abbiano ottenuto in 2ndo posto nelle classifiche di vendita con il loro nuovo cd) e Muse. Questa prima parte si conclude con l’ascolto di un classico “Citizen Erased”. Ed ecco che finalmente ci si inoltra nella parte interessante (quanto meno per noi) della puntata:

Hail to the King, il nuovo e discusso, ampiamente criticato cd degli Avenged Sevenfold.

I ragazzi fanno un breve commento introduttivo prima di proporre l’ascolto di Shepherd of fire, un disco ben lontano dal loro vecchio stile, un disco che osa e ripercorre quelli che sono gli albori del metal vecchio stampo. Citano perfino Oscar Wild per definire una band che in effetti di questa frase ha fatto un pò uno stile di vita attualmente, facendosi scivolare le critiche addosso come pioggia fresca ” Bene o male, l’importante è che se ne parli “.
Sottolineano anche quanto i fans siano rimasti sconvolti da questo cambio di rotta, bloccati al bivio dell’abbandonare tutto o piegarsi al nuovo sound proposto dai Sevenfold.

A seguire ascoltiamo Hail to the King, la canzone che impersona perfettamente la svolta promossa da questo cd.

Con perle come “Mister Shadows” che inspiegabilmente causano ilarità generale nel nostro fandom, definito la punta di diamante del quintetto californiamo, e Synyster fuckin Gates definito invece il “Guitar Hero” della band, perdoniamo ai ragazzi l’aver toppato alcuni nomi tipo – This means war. – ( Hell to the King, ragazzi, srl??!)

Ci concedono, quindi, un breve ascolto di Doing Time, Requiem, a detta loro, per la poderosità dei cori latini, uno dei pezzi più belli mai scritti dalla band e Crimson Day, una ballad che nel disco non poteva mancare e che ci palesa la versatilità di Matt.

A questo punto nel programma interviene telefonicamente Silvia Autuori che ci rivela di essere una fan della band e di avere perfino un tatuaggio dedicato a loro ( Oh men…), lei si dice delusa da questo cd, sottolinea la somiglianza di This means war con Sad but true dei Metallica ( insomma storia trita e ritrita ), e il paragone con Nightmare scatta automatico ( Yep, I see it coming!), racconta anche un pò della sua esperienza nel concerto del 23 a Milano, scappata al pogo sfrenato, lo definisce ” veramente bello dal punto di vista scenico “, sottolinea anche lei la meraviglia e la gioia della band per la partecipazione e l’accoglienza che tutto il forum ha riservato loro, e ricorda quanto accaduto invece al Rock in Roma, durante l’ultimo concerto della band.

In effetti quella data fu un flopp sia per l’affluenza che per l’evento in sè, molti avevan raccontato dei problemi di audio e di organizzazione, ma indubbiamente fu il solito concerto dei Sevenfold non con una durata minore di circa 45 minuti come avete invece potuto sentir sostenere oggi in trasmissione.

Non sono mancati poi i commenti positivi e meritati alle due band spalla della band: gli Avatar, una vera rivelazione e i Five Finger Death Punch, che credo siano arrivati in Italia con un già vasto numero di fans e andati via con una cifra quasi al doppio.

Giunti a questo punto il tempo a disposizione è ormai finito, e la radio ci propone un vecchio classico, da City of Evil – Sieze the day – per lasciare un pò da parte il rock nudo e crudo e tuffarci nei ricordi. 

Credo di aver detto tutto. ll voto che loro danno complessivamente al cd è 7 e mezzo.
Ho avuto un attimo di problemi d’audio durante la telefonata, ho colto solo un – CD di cover – che non vorrei fraintendere estrapolandolo così dal contesto, dato il continuo sottolineare le numero influenze presenti e di cui già abbiamo straparlato, quindi mi fermo qui.

Beh ragazzi, che dire, li ringraziamo per aver puntato un riflettore italiano sulla nostra band e se vi sono piaciuti vi invitiamo ad ascoltarli nuovamente giovedì prossimo stesso posto, stessa ora ( no sevenfold ). 

Ringrazio anche voi che avete commentato con noi in pagina e…

Per il resto, fatevi un pò due conti…! 
Sciao Belli.

 

Anita

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