Matt e la band nel libro di Chris Jericho

Nel suo libro Chris Jericho ha dedicato un capitolo anche agli Avenged Sevenfold, e sopratutto a Matt, con cui ha legato particolarmente e come sapete ha coinvolto nel feat di “Sandpaper”.
Nelle pagine che trovate qui, Chris racconta di come ha conosciuto i ragazzi e come fin da subito siano diventati amici. Ci diverte scrivendo di un week end che la band ha trascorso a casa sua, in cui vediamo Matt giocare con i suoi figli (anche a COD, lo so che lo stavate pensando) ma sopratutto ci rende partecipi di uno strano e “spaventoso” episodio.
Inizia così: “Stavo cucinando la mia speciale carne alla Jericho parlando con Syn Gates mentre Johnny e Mike Portnoy – che come sapete a quel tempo faceva da tournista per la band – avevano deciso di provare le nostre moto d’acqua…” e continua raccontando che, in breve: Matt preso il posto di Johnny c’ha quasi rimesso le penne perchè Mike, in tutta la sua furbizia, con una mossa avventata ha provocato un incidente, Chris in modo alquanto divertente sdrammatizza dicendo che per una frazione di secondo aveva già i titoli di coda in mente “M Shadows muore in un bizzarro incidente a casa di Chris Jericho” o “Portnoy sostituisce il batterista ed uccide il cantante” fortunatamente oltre ai danni causati alle moto di Chris ci rassicura nessuno ferito, oltre all’orgoglio di Portnoy, che dichiara di poter colpevolizzare a vita per il resto dei suoi giorni. La scena è stata tutta ripresa da uno dei roadie dei ragazzi. ( ditemi cosa pagheremmo per vederlo!).

Continuando nella lettura Chris scende un pò più nel personale. Arrivati a Seattle per una data del loro tour, approfittando di un “passaggio da parte della band” passa la serata serata con Matt, Brian e Matt Tuck – cantante dei Bullet for my Valentine – tra cocktail e chiacchiere sulla vita, sul tour e su aneddoti vari, il discorso tocca anche la vicenda di Jimmy e Chris ci mette del suo “Sono stato un fan della band anche prima di conoscerli. Quando ho saputo di questa tragedia ho inviato un messaggio di condoglianze tramite Portnoy, sia per rispetto, sia perchè so cosa significa perdere un amico.”
Chris parla della sua tragedia personale: la perdita del suo amico Chris Benoit “Ho sempre avuto difficoltà a parlare di Chris, ogni volta che mi si chiedeva di lui, si alzava un muro. Probabilmente però, data l’affinità con la storia dei ragazzi, con loro mi sono semplicemente aperto raccontando l’evento dal mio punto di vista, rispondendo alle loro domande, sfogandomi un pò. E probabilmente è lo stesso che ha portato loro due ad aprirsi e parlarne con me. […] l’unica cosa da fare dopo tutto quel dolore, quella rabbia e quella tristezza era andare a dormire o continuare a bere. Abbiamo optato per la seconda, tranne Brian.”
Il passaggio finale del racconto lo trovo personalmente esilarante. Chris descrive come si sentissero tutti e tre dei cadaveri: stanchi, con la gola secca e gli occhi rosso fuoco e dice “ce ne stavamo lì seduti su una panchina in attesa dei nostri passaporti, mentre tutto il resto del gruppo ci stava alla larga, probabilmente per il nostro aspetto e l’odore. Poi ho visto tre ragazzi, di fronte a noi, nelle nostre stesse condizioni e ho pensato che non li avrebbero mai fatti passare. Ne ho guardato uno in particolare e ho notato che sembrava vecchissimo, con i capelli sfatti e delle occhiaie impressionanti a contornare gli occhi rossi. Ho pensato: mio dio, quel ragazzo è un disastro! Poi però guardandolo mi sembrava sempre più familiare. Anche i suoi tatuaggi e l’atteggiamento mi erano noti… beh, ad un certo punto ho capito: stavo guardando in uno specchio e quei tre derelitti eravamo noi!”

Grazie a Rosaria per averci inviato gli scan

Anita

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