The Stage ed i suoi “modesti” livelli di vendita: critiche inutili.

In questi giorni si sono susseguiti diversi articoli sul web che affermano che “The Stage” sia il disco della band che ha meno venduto nella prima settimana di messa in commercio, dai tempi di City Of Evil.
Questo almeno è quello che afferma Blabbermouth.  Secondo i loro dati, The Stage ha debuttato alla 4° posizione della Billboard 200 vendendo “appena” 76000 dischi nella settimana conclusa il 3 novembre.
Anche la testata italiana Metalitalia ha riportato la cosa senza però tenere di conto delle varie difficoltà che si sono susseguite (specialmente qua in Italia) dopo l’annuncio dell’uscita di questo disco.
Insomma, concordiamo con loro che la mancanza di una giusta promozione possa aver compromesso le vendite inizialmente, ma pare che i loro redattori non si siano presi la briga di informarsi per bene.
Ci pensiamo noi a questo, visto che siamo ben attenti: nel giorno di uscita (28 ottobre) The Stage è entrato in top 5 nella classifica di I-Tunes dei dischi più venduti.
Come mai un risultato del genere, che è sempre molto importante per band e label, non viene assolutamente menzionato da Metalitalia? Da quando ci si attiene solo alle classifiche FIMI in Italia?
E perchè creano articoli che cercano ancora di sottolineare le scarse vendite, paragonando The Stage che riusciamo a trovare nei negozi SOLO ADESSO con il disco dei Testament che non ha avuto difficoltà di distribuzione?
Non si rendono evidentemente conto di quanto stupido sia stato il paragone?

In caso vi siate persi i vari “problemi” che si sono riscontrati dall’uscita di The Stage ad ora vi facciamo un riassunto ONESTO di come siano andate le cose:

1) The Stage NON ha avuto nessuna promozione.
Non è stata comunicata per tempo una data di uscita, non ci sono stati pre-order per il disco o versioni speciali di questo. Nessuna testata sapeva con certezza che sarebbe uscito il disco il 28 ottobre, nessuno ha avuto la possibilità di ascoltarlo in anticipo e pubblicarne delle recensioni il giorno stesso.
In Italia non sono stati molti i siti che hanno pubblicato in maniera celere dell’uscita del disco.
Quindi, per quanto sia vero che la pubblicità è l’anima del commercio, come facevano i fan italiani (come quelli anche degli altri paesi) a sapere di dover comprare il disco il 28 ottobre se le info non giravano a mille?

2) Il disco NON era reperibile.
Mentre in America è stato lanciato quasi alle 21 di sera ed immediatamente reso disponibile per tutti i circuiti digitali (google play, i-tunes, apple store…), qui l’annuncio è arrivato alle 6 di mattina.
Di conseguenza gli uffici erano chiusi e sono servite delle ore prima che il disco iniziasse ad essere reperibile.
Fino alla tarda mattinata è stato difficile procurarsi anche la sola versione digitale.
Non parliamo poi della difficoltà nell’acquistare la versione fisica che, come vi abbiamo informati il giorno stesso dell’uscita, ha avuto problemi di distribuzione.
Ma noi questo lo abbiamo appurato già dal pomeriggio stesso perchè ci siamo interessati a questo disco dal momento in cui è stato annunciato, abbiamo cercato di aiutarvi a reperirlo, ad ordinarlo via web.
Semplicemente: noi ci siamo INFORMATI sulla presenza o meno delle versioni fisiche in Italia ed in Europa del disco. Logicamente la mancanza di copie fisiche ha causato in molti paesi una vendita scarsissima del prodotto! Come si possono contare le vendite di un prodotto praticamente introvabile?
E soprattutto: pensate che non abbia rallentato le consegne anche il ponte per la festa di Ognissanti di mezzo?

3) La band ha preferito la qualità del disco e non la quantità di dischi che avrebbe venduto appena in commercio.
La band ha fatto capire dalle varie interviste che il loro obiettivo era fare un disco complesso che, sicuramente, non sarebbe stato facile da “digerire” dai fan di tutto il mondo.
Hanno preferito la qualità e il tirar fuori un disco di cui andar fieri, piuttosto che “riprendere” le sonorità già esplorate solo per fare un disco che vendesse come gli altri.
E la dimostrazione della loro buona fede la si trova nella decisione di lanciarlo a sorpresa, una mossa che nessuna band metal ha mai fatto. Un gesto rischioso ma anche coraggioso.
Ma pare che non tutti riescano a rendersene conto. Questo è anche uno dei motivi per cui hanno cambiato etichetta ed hanno intrapreso una nuova strada, per loro stessa ammissione, la Warner Music, non glielo avrebbe mai concesso proprio per non rischiare di compromettere le vendite.

Concludo spiegandovi, cari lettori, che siamo un po’ stufi di vedere sempre gli Avenged Sevenfold scimmiottati da una testata come quella italiana che abbiamo citato. Da anni vediamo postare, articoli su di loro poco chiari, con molti dettagli omessi e con frasi di interviste tagliate e pompate ad hoc per creare polemiche.
Questo essenzialmente è il motivo per cui preferiamo NON condividere notizie da quel sito se non quando sono contest che possono giovare a voi utenti.
Da sempre i Sevenfold non sono una band apprezzata dall’utenza di quel sito e, il modo in cui vengono posti gli articoli, non aiuta certo a cambiare il trend.  Personalmente ho già avuto modo di confrontarmi poco pacificamente con alcuni loro redattori in merito al problema, ma evidentemente la cosa non è servita a fargli fare una piccola analisi sugli errori che gli abbiamo segnalato.  E spesso anche molti utenti hanno provato a fare lo stesso, ma senza risultato. La riflessione spontanea che abbiamo fatto noi staffer di A7X Italia è semplice:
non sarebbe più coerente pubblicare solo notizie di band che la redazione apprezza in modo da scrivere in modo più imparziale?
Ma alla fine, cosa ci si può aspettare da una testata in cui un membro dello staff pochi anni fa si proclamava (scherzosamente o no, non ci interessa visti i toni che si usano con sta band) “Detrattore degli Avenged Sevenfold”?
A voi il giudizio, noi stavolta abbiamo voluto dire la nostra.

Lo staff:  giada, tiziana, anita, francesco, elena, mario, camilla e davide.

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