“Doc, I’m dying. I’m feeling compromised and so dehumanized.
I lost my final fight to disease, I feel that this is where it ends.
I need that shot to enter my vein: my Brompton Cocktail blend.”

Il Brompton Cocktail, per chi non lo sapesse, è un mix di medicine realmente esistito.
Molto popolare in Inghilterra dove nacque all’inizio del 1900 proprio nel Brompton Hospital per mano di un chirurgo (Herbert Snow), si trattava di un mix di cocaina, morfina, cloropromazina, scirippo alla ciliegia ed alcool che veniva fatto ingerire ai pazienti malati di cancro o di tubercolosi, poco prima di morire.

Lo scopo di questo “cocktail” di medicinali era di far sentire i malati terminali “bene” e “vivi” come non mai per un’ultima volta, spesso per lasciare un buon ricordo alla famiglia che si trovava davanti una persona in stato di euforia e non fra le tante sofferenze.

Molti dei dottori che hanno adottato il metodo del Brompton Cocktail (o Brompton Mixture) riadattavano gli ingredienti come meglio credevano anche se di base la formula funziona così:
la morfina per togliere i dolori, la cocaina come stimolante, la cloropromazina (o il cloroformio) per una sedazione pesante ed impedire sintomi quali la nausea, l’alcool, sia come analgesico che stimolante, per mischiare al meglio il resto dei componenti ed infine lo sciroppo per dare un buon sapore al miscuglio.

Il Brompton Cocktail, è quello che oggi definiremmo una “cura compassionevole”, ed ebbe all’epoca molto successo anche negli Stati Uniti sino a quando fu escluso dalle possibili “cure palliative” della medicina moderna a seguito delle molte critiche ricevute per la presenza di sostanze illegali fra gli ingredienti principali. Si temeva infatti che anche persone non in fin di vita ne facessero uso e che ne sarebbero potuti diventare dipendenti (vista la grande maggioranza di droghe che contiene) o/e avrebbero rischiato malattie mentali ed altre patologie causate o peggiorate da tale assunzione.

Per i motivi elencati sopra, ormai, non viene praticamente più utilizzato in medicina eccetto che in rare occasioni.

– Oltre ai Sevenfold, ne ha parlato in una canzone (Brompton Oratory) anche Nick Cave.
– Nel romanzo de “Il paziente inglese” uno dei personaggi usa il Brompton Cocktail come metodo per estorcere le informazioni ad un paziente.

Annunci