londra
FOTOVIDEO.

Scaletta:
1. The Stage
2. Afterlife
3. Hail to the king
4. Paradigm
5. To End the Rapture
6. Second Heartbeat
7. Buried Alive
8. So Far Away
9. Nightmare
10. God Damn
11. Beast and the Harlot
12. Sunny Disposition
13. Warmness on the soul
14. Planets
15. Acid Rain
Encore:
16. Bat Country
17. A Little Piece of Heaven
18. Unholy Confession

“O2 arena Ed i londinesi sono una bomba, primo concerto dei Sevenfold all’estero con valutaIone più che positiva! Zero coda all arrivo zero coda dentro e zero coda all’uscita.
Concerto iniziato alle 17.45, In Flames, bel concertino, corto, alle 18.30 avevano già finito.
Disturbed, fiamme, tante fiamme, ma a noi le fiamme piacciono quindi va tutto più che bene.
Concerto pieno, tanta carica e tanta collaborazione col pubblico.. The Light ha coinvolto tanto la gente e poi ovviamente ciliegina sulla torta con Down With The Sickness. Concerto finito alle 20.
20.30 palco pronto e via con gli Avenged Sevenfold. The stage ovviamente la prima, tanta coreografia e tanta energia fra il pubblico. Come promesso hanno suonato Second Heartbeat e Beast and the Harlot. Stranamente anche So Far Away. Saltata, con mio dispiacere, Almost Easy. Una ragazza dal pubblico, notata da Matt, ha chiesto di suonare Bat Country ed è stata accontentata.
Concerto pieno, iniziato alle 17.45 e finito alle 22.30, è il primo di cui esco pieno di soddisfazioni ed entusiasmato dello spettacolo appena visto! Per lo più. Come regalo finale, sono riuscito a prendere il plettro di Zacky V a fine serata. I ragazzi sono carichi, si vede e sono veramente contento di questo e credo che una grande botta di vita sia arrivata da Brooks che cavolo se sa fare il suo lavoro! È veramente quel tassello che mancava!”
– Alex

“In genere non faccio recensioni di concerti troppo lunghe. Ma stavolta …tocca 😉 Premesso che ho fatto amicizia con Synyster Gates e Dan Donegan, che mi hanno regalato i propri plettri, personalmente.
In particolare, durante Bat Country degli Avenged Sevenfold, ho un piccolo diverbio con Synyster,
con tanto di dito medio e vari insulti vicendevoli (in simpatia, nulla di che 😂). Ma a fine concerto si avvicina e, dopo un cuoricino fatto con le mani e un paio di “sorry”, scende dal palco con aria tenera e sorridente regalandomi personalmente il suo plettro, dicendo a tutti quelli che cercavano di assalirlo: “questo è solo per lui”. ❤️ Anche con Dan dei Disturbed un feeling particolare e plettro in tasca. Plettri anche di Zacky.
Che altro dire…Prima fila arrivando alle ore 15 😂 in Italia per la terza fila devi arrivare alle 6 del mattino. Scalette nettamente superiori a ieri, con le novità di Second Heartbeat, So Far Away e Beast and the Harlot per gli Avenged e Voices per i Disturbed. Dopo aver incontrato Matt e Brooks venerdì sera, il concerto epico di ieri e la bomba atomica di oggi, con tanto di hate/love store con Syn, posso dire: una tre giorni da 9. Per il 10…mi avrebbero dovuto far salire sul palco a suonare con loro 😉”
– Gianluca

(Leggi il diario dei 4 giorni londinesi: prima parte il Pop Up Store, la seconda il concerto del 21 ed infine la quarta parte, l’incontro con la band alla signing session.)
“Parte 3.
La domenica mattina, eravamo ancora prese dal depressione post-concerto che è sicuramente tipica di chi ama questo tipo di eventi. Eravamo in cucina, a bere il nostro caffè, a messaggiare per non ricordo quale motivo con la nostra Giada. Avendo le notifiche attive delle varie pagine social della band, non appena compare sul mio Iphone “avengedsevenfold ha pubblicato qualcosa”, apro in un lampo.
E lì, si apre un immagine con i vincitori della lotteria (il venerdì, infatti, avevamo potuto riempire un foglietto con i nostri nomi e recapiti da infilare in una palla di vetro; ci avevano spiegato che avrebbero estratto dei nomi per alcuni premi). Il disegno di tre biglietti da lotteria era sotto un deathbat con la bombetta tipica inglese.
E sul terzo biglietto, c’era il nome della mia compagna di viaggio. Nome e cognome, scritto nero su rosa (che scelta di colore pezzotta, ndr). Comincio a gridare, presa da un momento di labirintite e stupidità: “Hai vinto! Hai vinto qualcosa, ma non so cosa!!” nonostante fosse scritto lì, decisamente chiaro.
E la stessa cosa dico tramite messaggio vocale a Giada. E lei, donna paziente come poche, mi risponde e mi spiega. E noi, iniziamo a saltare, a gridare, a gioire. E corriamo di sopra. Ci vestiamo, ci trucchiamo come capita e ripartiamo alla volta dell’02 arena. Ancora attesa, ancora fila, ancora freddo.
Peraltro inutilmente, stavolta, perché quando il botteghino ha aperto abbiamo scoperto che i biglietti erano a sedere. Li preleviamo ed andiamo alla scoperta. Una marea di strada, che ci preoccupa anche un po’ riguardo la posizione. Ma io continuo a dire all’altra metà del nostro duo: “e vabè, dai, ci goderemo la musica.
Abbiamo già visto le ascelle di Matt ieri, da vicino”. Ma tutta quella strada, in realtà, ci ha portato dritte dritte al lato destro del palco. Ancora una volte vicinissime. Ok, laterali, ma vicinissime. Loro, infatti, usano quella parte di palco piuttosto spesso. Non Matt, purtroppo, ma Zacky, Brian e Johnny (soprattutto quest’ultimo) passano gran parte del tempo lì. Quanto meno nella data di domenica. Potevamo vedere il sotto del palco dalla nostra posizione, ed abbiamo quindi avuto modo di vedere Val, Michelle e River. Li abbiamo chiamati, salutati; ci hanno risposto e sorriso. Simpatico siparietto Val che invita River a guardare suo padre sul palco e lui si gira dall’altra parte.
La scaletta della seconda serata è stata più o meno la stessa della sera precedente, tranne per la magnifica sorpresa di “Second Heartbeat”. Un po’ meno magnifico l’inserimento di “So far away” che non è mai stato uno dei miei brani preferiti, ma c’è da ammettere che il momento è stato bello. Luci spente, tutti i telefoni in alto con le torce accese ed ovviamente il significato di quel brano riempiva l’aria come una pioggerella talmente sottile che non vedi, ma percepisci perché ti colpisce invisibile. Forse non tutti, in realtà, possono capire cosa voglia davvero dire sentire Matt nominare Jimmy ma, noi facciamo parte di quelle persone che ancora sono ancorate alla formazione originale degli Avenged Sevenfold. Soprattutto una di noi due. Per questo, prima di questi concerti, Brooks era una presenza poco considerata da noi. Anche un po’ infastidite, se così si può dire, da come sia sempre con Matt come se fosse un Sevenfold più lui che gli altri tre componenti. Ma, decisamente, l’idea al momento è cambiata. Ed ancora è stato apprezzato l’inserimento di “Beast and the Harlot”.
Da quella posizione abbiamo visto benissimo Synyster che su “A little piece of heaven”, se ne è stato almeno due minuti a mostrare le dita medie a non si sa bene chi, facendoci fare grasse risate. Così come è stato bello vedere il modo in cui Synyster, Zacky e Johnny giocano sul palco. E’ stato un concerto diverso dal precedente, perché vissuto meno selvaggiamente, quindi più goduto (a livello di comodità). Senza contare la gioia che si può provare nell’essere lì, quando non dovevi esserci, grazie ad una vincita. A noi piace pensare che qualcuno, già citato qualche riga sopra, abbia pensato “e annamo va, damoglieli du’ biglietti a ‘ste due poracce che hanno fatto tanto negli anni per i miei quattro amici fessi”. Perché, sì, nel frattempo avrà anche imparato il romano ovviamente.”
– Daniela & Elisa