Scaletta:
1. The Stage
2. Afterlife
3. Hail to the King
4. Paradigm
5. Buried Alive
6. Angels
7. Nightmare
8. God Damn
9. Almost Easy
10. Sunny Disposition
11. Warmness on the Soul
12. Planets
13. Acid Rain
Encore:
14. Bat Country
15. A Little Piece of Heaven
16. Unholy Confessions

Ed eccomi qua, sull’autobus con gli A7X sparati a palla mentre torno nella bella Sicilia. 24h di viaggio ma per loro questo ed altro. Ho molto tempo per grattarmi il capo quindi scriverò qualche riga per fare un recap di questi giorni.
Prima di tutto lo show di Zurigo è stato totalmente inaspettato perché sarei dovuto andare allo show di Milano. Sembrava andare tutto per il verso giusto: biglietti del concerto presi 6 mesi prima, biglietti dell’aereo presi 6 mesi prima, alloggio prenotato qualche mese prima; tutto organizzato, tutto pronto. Il 21 è arrivato, io e 4 miei amici arriviamo a Catania, ci imbarchiamo, l’aereo parte e l’attesa ovviamente aumenta.
Piccola premessa, conosco gli Avenged Sevenfold da 7 anni e ancora non avevo avuto modo di vederli. Considerato che ho 21 anni e che loro hanno accompagnato ogni mio singolo giorno, è inevitabile che si sia creato un certo legame affettivo con la band. Un po’ i momenti brutti dove ti consoli tra le loro note, un po’ i momenti felici dove ti fanno da colonna sonora… insomma, il 21 Febbraio per me era un giorno speciale.
Però c’è stata una doccia fredda, freddissima. Totalmente inaspettata. Come tutti sapete lo show è stato annullato e io ho appreso la notizia appena atterrato a Milano.
Volevo sprofondare nel nulla. Ma nel nulla cosmico.
Appena sceso dall’aereo mi son ritrovato sulla pista a pensare: “C’mon man, davvero sono qua per niente? Deve per forza essere una trollata!”
E invece no. Voci dicevano che Matt avesse una laringite, altre voci dicevano che il palco non fosse partito dalla Germania, ulteriori voci dicevano che un ragazzo sfortunatamente era morto… e purtroppo tutte le versione erano vere, anche se sul momento erano ancora voci. Fatto sta che non era uno scherzo visto che nel frattempo arrivavano i comunicati ufficiali (mi bastò vedere quello di Live Nation per capire che purtroppo non poteva essere uno scherzo).
Fu a quel punto che mio fratello (grande Mimmo, love u) mi disse che a questo punto sarei potuto andare da lui per vedere lo show di Zurigo assieme.
Vi spiego: lui abita in Svizzera e per motivi lavorativi non poteva raggiungerci a Milano; sarebbe però potuto andare a Zurigo. Il problema è che non c’era spazio per tutti quindi purtroppo mentre i miei amici prendevano l’aereo di ritorno, io prendevo il treno per la Svizzera, dispiaciuto per gli altri 4 (perché ammettiamolo, ok che ho avuto fortuna che mio fratello si trovasse in Svizzera per lavoro, però aspettare anni per poi avere questa sfiga nera dispiace e dispiace tanto, per cui non deve essere stato bello per loro) ma allo stesso tempo ero felice, più del dovuto.
Non solo, ovviamente, per il concerto, ma anche perché gli A7X per me sono esattamente quello che sono anche per mio fratello. Come detto in precedenza, momenti tristi, momenti felici, momenti particolari…sono stati tutti momenti in cui c’erano gli A7X, e appunto, c’era anche mio fratello. Condividere questo concerto con lui ha avuto un sapore totalmente diverso.
In più devo ringraziare la sua ragazza (love ya too) perché è stata lei a cedermi il suo biglietto, a mia insaputa.
E qui inizia la follia. Sveglia alle 4, treno alle 5 e qualcosa, arrivo a Zurigo verso le 8:30. Il tempo di arrivare all’Halle 622, si erano fatte le 9. In attesa solo una ragazza del posto. Realizzare che eravamo i primi e che li avremmo visti in prima fila ci ha decisamente migliorato la giornata, devo ammetterlo.
L’attesa non è stata per nulla pesante. Chiunque abbia già fatto qualche ore di fila per un concerto sa benissimo che si stringono alla sveltissima le prime “amicizie” e che si parla subito del più e del meno, della band, dei loro recenti lavori e dei loro vecchi lavori. Insomma, dire che abbiamo fatto 9 ore di fila sembra una follia ma onestamente non sono così pesanti (anche perché per altri concerti sono arrivato anche a 12 e la ragazza tedesca mi disse di essere arrivata a 17, goddamn).
I cancelli dovevano aprirli alle 17:30. Verso le 16:00 è iniziata ad arrivare molta gente. Fino ad allora eravamo una ventina, praticamente pochissimi.
Scoccate le 17:30 iniziano a farci entrare; spiego molto brevemente: mostro lo zaino, la tizia dice che posso andare e inizio a pensare che potrei battere Bolt nello scatto. 200 metri in qualche secondi, arrivo alla transenna senza una briciola di fiato ma ne è valsa la pena toccarla per primo.
PRIMA FILA! PER GLI AVENGED FUCKIN’ SEVENFOLD! Ancora adesso mi sembra surreale, ve lo giuro.
Intanto il tempo passa, si fanno le 7 e gli Chavelle iniziano a suonare. Una band di Chicago niente male. Fanno 4-5 pensi e lasciano spazio ai Disturbed.
Ecco, i Disturbed, altra band che io e mio fratello adoriamo. Si può dire che sia stato un concerto prima del concerto? Mostruosi! Semplicemente fantastici! Penso sia stato l’antipasto perfetto.
Appena finiscono loro, annunciano che i Sevenfold sarebbero arrivati a breve. Quasi tutto buio, staff che smonta e rimonta le attrezzature abbastanza velocemente e poi…
Sfondo di The Stage, Brooks che si sistema alla batteria, Gates che inizia col riff mentre piano piano arrivano prima Zacky, poi Johnny e poi Matt. Il delirio. Un’ora e mezza di puro delirio.
Durante il concerto, come sicuramente sapete, Matt ha intravisto il nostro cartellone con scritto “From Sicily, No Milan? We’d go to the moon for u!” Che tradotto significherebbe (“Dalla Sicilia, No Milano? Andremo sulla Luna per voi”) ed ha spiegato un po’ la situazione chiarendo il fatto che un ragazzo aveva perso la vita, che le investigazioni e la morte stessa sono più importanti di un concerto e che noi italiani non avevamo motivo di essere incazzati/delusi perché sarebbero tornati.
Detto questo, assolo di Brooks, ripartono alla stragrande fino ad Acid Rain. Poi l’Encore: Bat Country, A Little Piece of Heaven e Unholy Confessions. Delirio al quadrato, davvero.
Penso di essere stato baciato dal culo (scusate la finezza) visto che siamo riusciti a recuperare tutti e 3 i plettri e mentre Matt lanciava le scalette mi ha guardato e me l’ha data personalmente. E con questo purtroppo si è concluso tutto.
Aver visto dal vivo coloro che mi hanno fatto scendere le lacrime più e più volte, è qualcosa che non riesco a trasmettere a parole.
Unica nota dolente, che farà male per sempre, è che non potrò mai vederli con Jimmy. Ma questa è un’altra storia.
Grazie a chiunque abbia dedicato del tempo per leggere quello che ho provato in questi giorni.

Pietro